domenica, 29 Novembre 2020
COVID19

“L’effetto meteo” arma il Covid: ecco come si comporta il virus

Secondo uno studio, l’epidemia sembrerebbe crescere più rapidamente “a temperatura media di circa 5°C ed umidità medio-bassa”

Il virus Sars-CoV-2 sembra preferire il clima freddo secco. È quanto emerge da uno studio condotto su scala globale da un team di scienziati italiani del Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’università Statale di Milano.

La ricerca mostra che “l’epidemia cresce più rapidamente a temperatura media di circa 5°C ed umidità medio-bassa (compresa tra 0.6 e 1.0 kilopascal)”. Il virus, quindi, sembra preferire le temperature più fredde e meno umide. Gli autori dello studio, disponibile sulla piattaforma MedRxiv e reso noto da AdnKronos, hanno analizzato la relazione tra aumento dei casi da Covid-19 e le condizioni climatiche del luogo. Il risultato è la diffusione più lenta nei climi molto caldi, umidi, caratteristici delle zone tropicali.

In generale, hanno spiegato i ricercatori, le condizioni climatiche hanno un ruolo importante nell’andamento delle epidemie, secondo quanto hanno dimostrato diversi studi condotti sulle malattie influenzali. I virus influenzali, infatti, si diffondono meno negli ambienti caldo-umidi. Basandosi su queste ricerche, gli scienziati hanno ipotizzato la possibile influenza del clima anche sull’andamento del Sars-CoV-2.

Il team italiano ha usato i dati contenuti nel database globale della Johns Hopkins University, in cui sono registrati i casi giornalieri di Covid-19. In questo modo, è stato ricavato il tasso di crescita giornaliero in oltre 100 zone del mondo, che permette di capire la velocità di diffusione della pandemia. Confrontando la crescita dei casi con le condizioni climatiche degli ultimi mesi, i ricercatori hanno rilevato una relazione tra l’aumento dei pazienti positivi e la temperatura e umidità dei luoghi. Al contrario, gli studiosi hanno spiegato come “differenze tra nazioni nei livelli di inquinamento atmosferico, di densità abitativa, e di investimento pubblico nel sistema sanitario non sembrano avere effetti significativi sulla crescita dell’epidemia”. “Questo studio – concludono- contribuisce ad approfondire le nostre conoscenze su Covid-19, purtroppo ancora troppo limitate data la velocità a cui il virus si sta diffondendo su scala globale”.

In ogni caso, nonostante la pandemia sembra diffondersi più velocemente nelle zone con un clima freddo e secco, nessuna zona sembra essere esclusa dalla presenza del virus.

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